Brunelleschi coevo di Masaccio, Donatello e L.B. Alberti.

brunelleschi

Nei primi anni del ‘400 la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il Duomo di Firenze, era ancora priva della cupola. Eppure la base del tamburo era pronta dal 1314.
Un’attesa lunga un secolo! In realtà non c’è da meravigliarsi. Era in ballo la costruzione di una cupola che, oltre a presentare eccezionali difficoltà di realizzazione, una volta concepita sarebbe stata la più grande al mondo, superiore in dimensioni persino alla cupola del Pantheon.
E per costruire quest’ultima, narra la leggenda, era sceso in campo il Demonio in persona… Quando nel 1414 l’Opera del Duomo bandì un concorso pubblico per la realizzazione della famigerata cupola, già da anni una sorta di demoniaccio si aggirava per Firenze, impreziosendola con la sua abilità di scultore ed edificatore.
Si trattava di Filippo Brunelleschi, famoso anche per il carattere deciso, all’occorrenza spregiudicato, e per la capacità d’architettare burle straordinarie in efficacia e crudeltà.
Celebre fu quella perpetrata ai danni di un onesto ebanista che, grazie a una serie di testimonianze ben orchestrate, il Brunelleschi convinse di aver mutato identità.
Certo di esser divenuto uno scapestrato rincorso dai guai, il poveretto fuggì in fretta e furia da Firenze… Quel demoniaccio del Brunelleschi possedeva davvero grandi capacità di convincimento, doti di provetto illusionista.
D’altro canto non è forse lui l’inventore della prospettiva lineare!? Della più evidente sintesi della genialità del Rinascimento!? E cos’è tale straordinaria intuizione se non la rappresentazione illusoria di una realtà tridimensionale con mezzi bidimensionali!?… E proprio come un’illusione ottica o come una burla potrebbe apparirci la bellissima cupola che alla fine il demoniaccio riuscì a costruire e che, per alcune peculiarità architettoniche, risulta ancora oggi affascinante, misteriosa, in parte indecifrabile…La cupola
In obbedienza allo schema narrativo della Collana, la cupola di Santa Maria del Fiore è l’opera di partenza del film, il punto da cui iniziare il racconto della vita e dell’opera del Brunelleschi. E in considerazione del fatto che proprio con tale demoniaccio nasce la figura dell’architetto moderno, il narratore sarà un moderno architetto di grande levatura.
Con il suo commento, con le immagini dei progetti della cupola e l’uso di “animazioni” ed effetti speciali, si avrà un incipit spettacolare e istruttivo, caratterizzato da taglio e valenza di pura indagine scientifica.
Intanto la fiction indagherà le astuzie, i sotterfugi e gli illusionismi messi in atto dal Brunelleschi per lasciare al palo gli altri concorrenti all’appalto della cupola, per poi emarginare dal cantiere il Ghiberti, inizialmente nominato al pari suo Provveditore della cupola, infine per ovviare alle mille difficoltà della costruzione, tra le quali, non ultime, le insubordinazioni dei muratori fiorentini…
Dopo anni e anni di presenza costante nel cantiere, lavorando sodo e architettando decine e decine di geniali strategie per ben costruire, certamente, ma anche per togliersi dai piedi chiunque potesse essergli di intralcio, il Brunelleschi divenne l’unico padre della cupola vanto e orgoglio dei Fiorentini e del Rinascimento: la cupola del Brunelleschi per l’appunto, anche se in realtà il progetto architettonico si deve a Giovanni di Lapo detto Il Ghini.
Ma una cosa è teorizzare un progetto, un’altra è innalzarlo realmente!
E lottare con ogni mezzo per anni interminabili, logorandosi, dannandosi l’anima, consumando fino all’ultima scintilla d’energia. Questo fece il diavolaccio per Santa Maria del Fiore.
Brunelleschi, universalmente considerato il pioniere del Rinascimento, fu vero punto di riferimento per i più giovani Masaccio e Donatello. Il film non trascurerà questi altri due geni assoluti: anche grazie a loro la luce sorta a Firenze ha illuminato l’Europa e il mondo intero.
E non mancherà Leon Battista Alberti.
Ci è un uomo che per la sua universalità parrebbe volesse abbracciarlo tutto, dico Leon Battista Alberti, pittore, architetto, poeta, erudito, filosofo e letterato (F. De Sanctis, Storia della letteratura italiana)
Più di ogni altro, all’inizio di quell’irripetibile ‘400, l’Alberti comprese la potenza di quella rivoluzione etica ed estetica che poi si sarebbe chiamata Rinascimento…

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